
il diluvio
tutta la mia immaginazione seppellita in una fossa. come ritrovarla in tutto questo fango?
continua a piovere.
diluvia.
la pioggia, si riversa come un richiamo dal cielo con uno sbattere feroce, crudele nelle orecchie e nella testa.
tavoli, sedie, vestiti, alberi, paesaggi.
in quale punto del viaggio mi sono perso smarrendo la strada?
voci lontane provenienti dal profondo, mi sventrano. figlie di una metamorfosi continua.
ho tre pesci rossi nella testa, uno è morto.
il loro, è un delizioso alitare nelle orbite deserte degli occhi...
ma tutta questa pioggia mi riempe il cervello di acqua
fino a formare un acquario nell'occhio sinistro.
ondeggio.
di notte mi immergo in atmosfere acquatiche baudelairiane.
in diluvi così è facile naufragare,
perdersi per poi annegare nel vuoto.
immagina una testa su uno stelo di orchidea.
immagina questa sospensione deliziosa, silenziosa, immobile, astratta.
mi percepisco condannato alla roccia di sisifo.
nella mia solitudine mi vedo galleggiare nella mia stanza a metri di altezza,
sfioro il soffitto tra profumi e onde di morfina che mi avvolgono braccia e spalle in un abbraccio pieno d'amore.
vedo lei accanto a me, bellissima...
in tutto quel suo splendido apparire, denudata, tra spirali di sesso, resa pazza dal richiamo dei fiori,
pallida, sepolta in una nave con le labbra livide
ai limiti di un abisso
mi si siede accanto calma e mi sussurra all'orecchio:
"ora puoi morire".
il processo.
una figura nuda
quasi umana, contorta
(schizzo a matita)
sul banco degli imputati.
l’immersione è
funebre.
i suoi occhi vuoti sono cerchiati
da un tratto netto.
i seni, decadenti.
tace.
non lo sa ma
è già morta.
rinchiusa nei contorni a matita
di una bara.
la bocca
impastata
di
insetti.
colpevole?
che importa!
(la sua anima)
è morta.

in compagnia degli angeli stanotte, scrivo.
dell'anatomia folle di alcuni organi genitali.
della loro ferocia. da materne cavità
uterine, guardo il cielo
da un cerchio
Perfetto
O
Perfetto
e vedo cose
di cui potrei morire.
il sole che parla del sole.
a parole sue.

di una desolazione maledetta.
il quadro di te stesso.
gigante e incomprensibile.
di una bellezza quasi furiosa.
che si espande sulla parete
come in un sogno.

con lo zaino e il sacco a pelo sulle spalle
vagabondo, in compagnia di angeli perduti.
mi dirigo ad ovest.
il sole stanco, scende sulla terra.
brucia di luce ogni cosa.
montagne, alberi, paesaggi.
Cammino verso il fuoco
all’orizzonte.
CAIRO
conducimi.
fra le tue mani e la tua anima di donna
come latte in un cucchiaio.
nella città dei morti viventi.

fermo.
sulla porta socchiusa.
ascolto
la dolce
fragile
voce dei tigli.
sul tuo viso
(invento)
costellazioni
di lentiggini.
intorno
al collo,
orbite
invisibili
di malinconia.
ellissi
perfette
di una collana
planetaria.
mi perdo con un bacio
nella tua bocca.
nel cerchio.
che fa da contorno a tutte le cose.
nei polmoni
trattengo
tutto
il peso dell'anima.
con un soffio
me ne libero
e ritrovo te,
al mio fianco
nuda
che sogni,
a pancia in giù.
è nata una nuova creatura!
viveva nella mia pancia
ma adesso è libera
e vive!
cliccate il link e sarete proiettati su youtube...
BUONA VISIONE!
http://it.youtube.com/watch?v=hgCQaZq4g_k
La scrittura
sono parole in viaggio.
E le parole (le mie parole)
sono “inquadrate dalla visione
della macchina da presa”.
Una riflessione sull’atto del vedere
che non riesce a vedere nulla.
Il corpo, ecco una terra!
Un linguaggio.
In qualunque luogo esso è un altro.
È campo visivo.
In
un
labirinto.
Esistenziale.
Questo soffocare nel corpo.
Fin dentro il
corpo.
Rendendo lontano ciò che è vicino.
Fino all’
incomunicabilità.
Il corpo
che si nutre, si munge.
Peccando se stesso.
Di osceni atti
cannibali.
Un inconscia poetica ispirazione
di carattere suicida.
“sei inutile quanto me…”
disse il perverso al santo.
Eclissi,
di una bella
rosa.
Post Scriptum dalla luna:
la macchina da scrivere
è la metafora della scrittura.
i miei piccoli video
sono piccole scritture.
e quando su fogli scriviamo di noi stessi
a volte, ci si sente
cadere.
come quando nel "non senso" di alcuni sogni.
visionari. incoerenti. intimi. espansi.
senti te stesso
respirare in un altra persona.